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Hyaenidae
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top
Gli mwcgIenidi (mwcwHyaenidae, dal mwdagreco ὕαινα, mwdqhýainacite-ref-1[1]) sono una mwegfamiglia di mwewmammiferi mwfacarnivori mwfqfeliformi. Con appena quattro specie attuali (a loro volta classificate in quattro mwfggeneri monospecifici), sono una delle più piccole famiglie dell'ordine dei Carnivori, nonché dell'intera classe dei Mammifericite-ref-mow1-2-0[2]. Nonostante il loro basso grado di diversità, le iene costituiscono una componente fondamentale della maggior parte degli ecosistemi mwgwafricanicite-ref-miv-3-0[3].
Sebbene dal punto di vista mwiqfilogenetico siano più strettamente imparentate con i mwigfelidi e i mwiwviverridi, e appartengano pertanto al sottordine dei feliformi, da quello comportamentale e mwjamorfologico le iene sono più simili ai mwjqcanidi, con i quali condividono alcuni aspetti di mwjgconvergenza evolutiva: sia le iene che i canidi non sono creature mwjwarboricole, bensì veloci predatori che catturano le loro prede utilizzando i denti piuttosto che gli artigli. Entrambi i gruppi di animali divorano rapidamente le prede uccise e possono anche conservarle e le loro zampe callose e dotate di grandi artigli smussati e non retrattili sono perfette per correre e cambiare rapidamente direzione. Tuttavia, alcune abitudini delle iene, come la pulizia del corpo, la marcatura del territorio, il comportamento defecatorio, l'accoppiamento e le cure parentali, sono quelle proprie degli altri feliformicite-ref-k274-4-0[4].
Le mwlqiene maculate possono uccidere fino al 95% delle prede di cui si nutronocite-ref-5[5], mentre le mwmgiene striate sono per lo più spazzinecite-ref-p72-6-0[6]. Generalmente, nonostante la loro reputazione nella cultura popolare di creature codarde, le iene riescono ad allontanare anche predatori più grandi, come i leoni, dalle loro predecite-ref-p72-6-1[6]. Hanno abitudini prevalentemente notturne, ma talvolta si avventurano fuori dalle loro tane nelle prime ore del mattino. Ad eccezione della iena maculata, creatura estremamente sociale, le iene conducono generalmente un'esistenza solitaria, sebbene possano vivere in gruppi familiari o radunarsi in prossimità di una preda uccisacite-ref-r343-7-0[7].
Le iene comparvero per la prima volta in mwqaEurasia durante il mwqqMiocene a partire da antenati simili ai viverridi, e si diversificarono in due gruppi distinti: uno formato da agili creature dalla struttura leggera, simili a cani, e uno costituito da robuste spaccaossa. Anche se in un primo momento, intorno a 15 milioni di anni fa, furono le agili «iene-cane» a prosperare (tanto che una mwqgspecie riuscì a colonizzare il Nord America), esse si estinsero a seguito di un cambiamento climatico in concomitanza con l'arrivo in Eurasia dei canidi. Di queste «iene-cane» sopravvive oggi il solo mwqwprotele insettivoro, mentre le iene «spaccaossa» (gruppo al quale appartengono le tre specie mwraattuali, le iene maculate, mwrqbrune e striate) divennero i mwrgleader indiscussi degli spazzini di Eurasia e Africacite-ref-mac119-8-0[8].
Le iene sono protagoniste del folklore e della mitologia delle culture umane che vivono nelle zone in cui questi animali sono presenti. Vengono comunemente considerate creature spaventose e degne di disprezzo. Presso alcune culture, si ritiene che influenzino gli spiriti delle persone, disseppelliscano i cadaveri e razzino bestiame e bambinicite-ref-m96-9-0[9]. Altre culture le associano alla stregoneria e utilizzano pertanto parti del loro corpo nella mwuamedicina tradizionalecite-ref-10[10].
Contents
• Biologia
• Note
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Evoluzione
Le origini
Le iene ebbero origine nelle giungle dell'Eurasia del mwwqMiocene, 22 milioni di anni fa, quando la maggior parte delle prime specie di feliformi erano ancora prevalentemente mwwgarboricole. Le prime iene ancestrali erano probabilmente simili alla moderna mwwwcivetta delle palme fasciata; una delle più antiche specie di iena descritte, mwxamwxqPlioviverrops, era un'agile creatura simile ad una civetta che abitava in Eurasia 20-22 milioni di anni fa, identificabile come ienide grazie alla struttura dell'mwxgorecchio medio e della dentatura. La linea evolutiva di mwxwPlioviverrops prosperò e dette origine a discendenti dalle zampe più lunghe e dalle mascelle più appuntite, direzione che nello stesso periodo stavano prendendo in mwyaAmerica settentrionale i canidicite-ref-mac119-8-1[8].
Ascesa e caduta delle «iene-cane»
I discendenti di mwbqPlioviverrops raggiunsero il culmine 15 milioni di anni fa, con più di 30 specie finora identificate. Diversamente dalla maggior parte delle specie di iena moderne, frantumatrici di ossa specializzate, queste «iene-cane» erano creature dal corpo snello simili ad un lupo; una di queste era mwbgmwbwIctitherium viverrinum, simile ad uno mwcasciacallo. Le «iene-cane» erano molto numerose: in alcuni siti fossili del Miocene i resti di mwcqIctitherium e di altri suoi simili superano quelli di tutti gli altri carnivori messi insieme. Il declino delle «iene-cane» ebbe inizio 5-7 milioni di anni fa, durante un periodo di grandi cambiamenti climatici, e fu esacerbato quando i mwcgcanidi attraversarono il mwcwponte di terra di Bering raggiungendo l'Eurasia. Una specie, mwdamwdqChasmaporthetes ossifragus, riuscì ad attraversare il ponte di terra in senso contrario, divenendo così l'unica specie di iena ad aver raggiunto il Nord America. Esso riuscì a sopravvivere qui per un certo periodo di tempo abbandonando la nicchia di corridore sulle lunghe distanze o di spaccaossa, monopolizzate dai canidi, e diventando uno mwdgsprinter simile al mwdwghepardo. Intorno a 1,5 milioni di anni fa la maggior parte delle «iene-cane» si era ormai estintacite-ref-mac119-8-2[8].
Le iene spaccaossa
A partire da 10-12 milioni di anni fa, la famiglia delle iene si era suddivisa in due gruppi distinti: le iene-cane e le iene spaccaossa. L'arrivo delle iene spaccaossa ancestrali coincise con il declino di una famiglia simile, quella dei mwfgPercrocutidi. Esse riuscirono a sopravvivere ai cambiamenti climatici e all'arrivo dei canidi, che avevano spazzato vie le iene-cane, anche se non riuscirono mai a raggiungere il Nord America, dove la loro nicchia era già stata occupata dai canidi della sottofamiglia dei mwfwBorofagini. Cinque milioni di anni fa le iene spaccaossa erano divenute gli spazzini dominanti dell'Eurasia, che si nutrivano prevalentemente delle carcasse dei grandi erbivori uccisi dai mwgafelini dai denti a sciabola. Un genere, mwgqmwggPachycrocuta, era un mega-saprofago di 200 kg in grado di frantumare anche le ossa degli mwgwelefanti. Con il declino dei megaerbivori alla fine dell'ultima era glaciale, mwhaPachycrocuta venne rimpiazzata dalla più piccola mwhqCrocutacite-ref-mac119-8-3[8].
L'ascesa delle iene moderne
Le quattro specie di iena attuali sono il protele, la iena maculata, la iena striata e la iena bruna.
La linea evolutiva del mwkwprotele (mwlaProteles cristata) si può far risalire direttamente al mwlqPlioviverrops di 15 milioni di anni fa; esso è l'unico sopravvissuto della linea evolutiva delle iene-cane. Il suo successo è in parte attribuito alla dieta insettivora, grazie alla quale non ha dovuto affrontare la concorrenza dei canidi arrivati dal Nord America. La sua impareggiabile capacità di digerire i mwlgterpeni secreti dalle mwlwtermiti soldato è probabilmente una modifica del forte sistema digestivo dei suoi antenati utilizzato per digerire carogne in putrefazionecite-ref-mac119-8-4[8].
La mwnqiena striata (mwngHyaena hyaena) potrebbe essere una discendente della mwnwH. namaquensis, vissuta in mwoaAfrica nel mwoqPliocene. I più antichi fossili di iena striata, comuni in Africa, risalgono al mwogPleistocene medio e addirittura al mwowVillafranchiano. Dal momento che questi sono del tutto assenti dalla regione del mwpaMediterraneo, è probabile che la specie abbia invaso l'Eurasia in un'epoca successiva, diffondendosi fuori dall'Africa solamente dopo l'estinzione delle mwpqiene maculate in Asia alla fine dell'mwpgera glaciale. La iena striata visse per un certo periodo del Pleistocene anche in mwpwEuropa, dove era particolarmente diffusa in mwqaFrancia e mwqqGermania. I suoi resti sono stati rinvenuti anche a mwqgMontmaurin, a mwqwHollabrunn in mwraAustria, nella grotta di Furninha in mwrqPortogallo e nelle grotte di Genista a mwrgGibilterra. La forma europea era simile nell'aspetto alle popolazioni moderne, ma aveva dimensioni maggiori, paragonabili a quelle della mwrwiena bruna (mwsaParahyaena brunnea)cite-ref-k66-11-0[11].
La linea evolutiva della mwtgiena maculata (mwtwCrocuta crocuta) si separò da quella delle iene striate e brune 10 milioni di anni facite-ref-m1-12-0[12]. La diretta antenata della specie attuale è la mwvaCrocuta sivalensis, vissuta in India durante il Villafranchianocite-ref-k69-13-0[13]. Le iene maculate ancestrali svilupparono probabilmente abitudini sociali in risposta all'aumentata pressione dei rivali sulle carogne, spingendole ad operare in squadra. Dietro i premolari usati per frantumare svilupparono dei robusti mwwqcarnassiali, ma tuttavia smisero di aspettare di nutrirsi di prede già morte e, oltre ad essere saprofaghe, divennero delle cacciatrici che operano in branco. Cominciarono ad occupare mwwgterritori sempre più vasti, spinte dal fatto che le loro prede avevano spesso abitudini migratorie e lunghi inseguimenti all'interno di un territorio ristretto avrebbero fatto sì che esse invadessero il territorio di un altro clancite-ref-mac119-8-5[8]. Le iene maculate iniziarono a disperdersi dalla loro terra di origine durante il Pleistocene medio e colonizzarono rapidamente un'area molto vasta, che dall'Europa arrivava fino all'Africa meridionale e alla mwxwCinacite-ref-k69-13-1[13]. Con la riduzione delle praterie 12.500 anni fa, in Europa diminuirono fortemente gli mwzahabitat di pianura prediletti dalle iene maculate a vantaggio delle foreste miste. Le iene maculate, in queste circostanze, potrebbero essere state soppiantate dai mwzqlupi e dagli esseri umani, che erano tanto a loro agio nelle foreste quanto nelle zone aperte - e negli altopiani come nelle pianure. Le popolazioni di iena maculata iniziarono a diminuire intorno a 20.000 anni fa, scomparendo completamente dall'mwzgEuropa occidentale tra 11 e 14.000 anni fa, e persino prima in alcune zonecite-ref-hyenawolf-14-0[14].
Generi di Ienidi (estinti e attuali)
L'elenco sottostante segue la mw2gClassification of Mammals di McKenna e Bell (1997) per quanto riguarda i generi preistoricicite-ref-mckenna-bell-15-0[15] e Wozencraft in mw3wmw4aMammal Species of the World di Wilson e Reeder (2005) per i generi attualicite-ref-msw3-16-0[16]. Diversamente dalla classificazione di McKenna e Bell, non vi compaiono i percrocutidi come sottofamiglia, in quanto membri della famiglia separata mw5qPercrocutidae (sebbene considerato generalmente mw5gsister-taxa di Hyaenidaecite-ref-17[17]). Inoltre, la iena bruna attuale e i suoi stretti parenti estinti non vengono inclusi nel genere mw6wPachycrocuta, ma in mw7aHyaena, e Protelinae (i protele) non vengono trattati come una sottofamiglia distinta, ma sono compresi in Hyaeninae.
• mw7wFamiglia Hyaenidae
• † mw9aTongxinictis (Miocene medio dell'Asia)
• † mw9wSottofamiglia Ictitheriinae
• † mw-gHerpestides (Miocene inferiore di Africa ed Eurasia)
• † mw-qHyaenotherium (Miocene superiore-Pliocene inferiore dell'Eurasia)
• † mwaqamwaqeIctitherium (= mwaqiGaleotherium; comprende mwaqmLepthyaena, mwaqqSinictitherium e mwaquParaictitherium; Miocene medio dell'Africa, Miocene superiore-Pliocene inferiore dell'Eurasia)
• † mwaqcmwaqgLycyaena (Miocene superiore dell'Eurasia)
• † mwaqoMiohyaenotherium (Miocene superiore dell'Europa)
• † mwaq0mwaq4Plioviverrops (comprende mwaq8Jordanictis, mwaraProtoviverrops e mwareMesoviverrops; Miocene inferiore-Pliocene inferiore dell'Europa, Miocene superiore dell'Asia)
• † mwarmmwarqProtictitherium (Miocene medio di Africa e Asia, Miocene medio-superiore dell'Europa)
• † mwarymwarcThalassictis (comprende mwargPalhyaena, mwarkMiohyaena, mwaroHyaenictitherium e mwarsHyaenalopex; Miocene medio-inferiore dell'Asia, Miocene superiore di Africa ed Europa)
• † mwar0mwar4Tungurictis (Miocene medio di Africa ed Eurasia)
• mwasaSottofamiglia mwaseHyaeninae
• † mwasqPalinhyaena (Miocene superiore dell'Asia)
• † mwascmwasgIkelohyaena (Pliocene inferiore dell'Africa)
• mwasomwassHyaena (= mwaswEuhyaena, = mwas0Parahyaena; comprende la mwas4iena striata, la mwas8iena bruna, mwataPliohyaena, mwatePliocrocuta e mwatiAnomalopithecus; Pliocene inferiore [o Miocene medio?]-Olocene dell'Africa, Pliocene superiore [o Miocene superiore?]-Pleistocene superiore dell'Europa, Pliocene superiore-Olocene dell'Asia)
• † mwatqmwatuHyaenictis (Miocene superiore dell'Asia?, Miocene superiore dell'Europa, Pliocene inferiore [Pleistocene inferiore?] dell'Africa)
• † mwatcLeecyaena (Miocene superiore e/o Pliocene inferiore dell'Asia)
• † mwatomwatsChasmaporthetes (= mwatwAiluriaena; comprende mwat0Lycaenops ed mwat4Euryboas; Miocene superiore-Pleistocene inferiore dell'Eurasia, Pliocene inferiore-Pliocene superiore o Pleistocene inferiore dell'Africa, Pliocene superiore-Pleistocene inferiore del Nord America)
• † mwauamwauePachycrocuta (Pliocene e Pleistocene di Eurasia e Africa)
• † mwaummwauqAdcrocuta (Miocene superiore dell'Eurasia)
• mwauymwaucCrocuta (= mwaugCrocotta; comprende mwaukEucrocuta; mwauoiena maculata e mwausiena delle caverne; Pliocene superiore-Olocene dell'Africa, Pliocene superiore-Pleistocene superiore dell'Eurasia)
• mwau0Sottofamiglia Protelinae
Filogenesi
Il cladogramma seguente illustra le relazioni filogenetiche tra gli ienidi estinti e attuali sulla base delle analisi morfologiche effettuate da Werdelin e Solounias (1991)cite-ref-werdelin1991-18-0[18].
Un'analisi molecolare più recente ha dato relazioni filogenetiche leggermente differenti tra le quattro specie di iena attuali (Koepfli mwavwet al., 2006cite-ref-koepfli2006-19-0[19]).
Descrizione
Le iene hanno il torso relativamente corto e una struttura piuttosto massiccia e simile a quella del lupo, ma hanno quarti posteriori più bassi, garrese più alto e dorso inclinato in modo evidente verso il posteriore. Le zampe anteriori sono alte, mentre quelle posteriori sono molto corte; il collo è breve e robusto. Il cranio somiglia a prima vista a quello dei grandi canidi, ma è molto più grande e pesante, con parte facciale più breve. Le iene sono mwawwdigitigrade: hanno zampe anteriori e posteriori dotate di quattro dita ciascuna, con cuscinetti plantari sporgenticite-ref-h3-20-0[20]. Come i canidi, le iene hanno artigli corti, smussati e non retrattilicite-ref-p62-21-0[21]. La loro mwaxupelliccia è rada e ispida, con sottopelo poco sviluppato o assente. La maggior parte delle specie presenta una folta criniera di lunghi peli che scende dal garrese o dalla testacite-ref-h3-20-1[20]. Ad eccezione della iena maculata, tutti gli ienidi presentano un mantello striato, probabilmente ereditato dai loro antenati viverridicite-ref-mac119-8-6[8]. Le orecchie sono grandi e dotate di una semplice cresta basale; la borsa marginale è assentecite-ref-p62-21-1[21]. La mwayicolonna vertebrale, compresa la mwaymregione cervicale, ha una mobilità limitata. Le iene sono prive di mwayqmwayubaculumcite-ref-h4-22-0[22]. Diversamente dai canidi, presentano un paio di costole in più e la loro lingua è ruvida come quella dei felidi e dei viverridicite-ref-23[23]. In quasi tutte le specie i maschi sono più grandi delle femminecite-ref-m21-24-0[24], ma la iena maculata fa eccezione: presso questa specie sono le femmine ad essere più grandi e ad occupare una gerarchia di dominanza più alta dei maschi. Inoltre, a differenza di altre iene, i mwazigenitali esterni delle femmine di iena maculata ricordano da vicino quelli del maschiocite-ref-k210-25-0[25].
La mwazgdentatura è simile a quella dei mwazkcanidi, ma è più specializzata per il consumo di sostanze coriacee e la frantumazione delle ossa. I mwazocarnassiali, specialmente quelli superiori, sono molto potenti e si sono spostati più indietro così da esercitare maggiore pressione sulle mascelle. Anche gli altri denti, tranne i mwazsmolari superiori sottosviluppati, sono molto potenti e dotati di basi larghe e margini taglienti. I mwazwcanini sono brevi, ma spessi e robusticite-ref-h4-22-1[22]. Labiolingualmente, le loro mwaaemandibole sono molto più forti in prossimità dei denti canini di quelle dei canidi: questo perché le iene frantumano le ossa sia con i denti anteriori che con i premolari, a differenza dei canidi, che lo fanno con i loro molari post-carnassialicite-ref-26[26]. La forza delle loro mascelle è tale che in casi documentati sia iene striate che maculate sono riuscite ad uccidere dei cani con un singolo morso al collo senza lacerare la pellecite-ref-johnson-27-0[27]cite-ref-hamilton-28-0[28]. La iena maculata è famosa per la forza del suo morso in proporzione alle sue dimensioni, ma un certo numero di altri animali (tra cui il mwaa4diavolo della Tasmania) sono proporzionalmente più forticite-ref-29[29]cite-ref-wroe2005-30-0[30]. Il protele ha denti posteriori notevolmente ridotti, talvolta addirittura assenti negli adulti, ma presenta la stessa formula dentaria delle altre tre speciecite-ref-eom-31-0[31]. La mwabsformula dentaria per tutte le specie di iena è: I 3/3, C 1/1, P 4/3, M 1/1.
Sebbene le iene siano prive di ghiandole odorifere mwab0perineali, possiedono una grossa sacca di pelle nuda situata attorno all'apertura anale; in essa si aprono grandi ghiandole anali poste al di sopra dell'mwab4ano. Tra le aperture delle ghiandole anali e sopra di esse sono presenti diverse mwab8ghiandole sebaceecite-ref-p62-21-2[21]. Queste ghiandole producono una secrezione bianca e cremosa che le iene sfregano sugli steli d'erba. L'odore di questa secrezione è molto pungente: odora di mwacqsapone a basso costo bollito o bruciato e sottovento può essere rilevato dall'uomo anche a distanza di alcuni metricite-ref-k222-32-0[32]. Le secrezioni vengono utilizzate principalmente nella mwackmarcatura del territorio, ma sia il protelecite-ref-mac119-8-7[8] che la iena striatacite-ref-h38-33-0[33] possono mwadispruzzarle quando vengono attaccati.
Biologia
Come i felidi e i viverridi, le iene dedicano molto tempo alla pulizia del corpo e il loro modo di leccarsi i genitali è molto simile a quello di un gatto (sedute sui quarti posteriori con le zampe divaricate, di cui una tenuta verticalmente verso l'alto). Tuttavia, diversamente da altri feliformi, non si «lavano» la faccia. Defecano alla stessa maniera degli altri Carnivori, ma non sollevano mai la zampa come i canidi quando urinano, in quanto presso di loro la minzione non ha funzione territoriale. Al contrario, le iene mwad0marcano il territorio usando le ghiandole anali, caratteristica che si riscontra anche nei mwad4viverridi e nei mwad8mustelidi, ma non nei canidi e nei mwaeafelidicite-ref-k271-34-0[34]. Quando vengono attaccate dai leoni o dai cani, le iene striatecite-ref-p72-6-2[6] e quelle brunecite-ref-mills60-35-0[35] si mwae0fingono morte, mentre le iene maculate si difendono ferocementecite-ref-hamilton-28-1[28]. La iena maculata è una specie molto vocale che produce una serie di suoni diversi, costituiti da grida, grugniti, gemiti, muggiti, risatine, strilli, ringhi, risate e lamenticite-ref-k220-36-0[36]. La iena striata è relativamente silenziosa, in quanto le sue vocalizzazioni si limitano ad una sorta di risata sguaiata e ad ululaticite-ref-p73-37-0[37].
mating L'mwageaccoppiamento comporta una serie di brevi copule seguite da altrettanto brevi intervalli, diversamente da quanto avviene nei canidi, nei quali è presente generalmente una singola copula prolungatacite-ref-k271-34-1[34]. I cuccioli di iena maculata nascono quasi completamente sviluppati, con gli occhi aperti e gli incisivi e i canini già emersi, ma privi del disegno a macchie proprio degli adulticite-ref-k247-38-0[38]. Al contrario, i cuccioli di iena striata nascono indossando già la colorazione degli adulti, ma hanno gli occhi chiusi e le orecchie piccolecite-ref-r350-39-0[39]. Le iene non mwag4rigurgitano il cibo per nutrire i piccoli e i maschi di iena maculata non hanno alcun ruolo nelle cure parentalicite-ref-k271-34-2[34], diversamente dai maschi di iena striatacite-ref-h40-40-0[40].
La iena striata è prevalentemente saprofaga, anche se occasionalmente attacca e uccide qualsiasi animale indifeso che è in grado di sopraffarecite-ref-p72-6-3[6] e integra la sua dieta con la fruttacite-ref-h31-41-0[41]. La iena maculata, sebbene sia occasionalmente saprofaga, è un'attiva cacciatrice in branco di mwaiqungulati di dimensioni medio-grandi, che cattura in un modo simile a quello operato dai canidi, sfiancandoli con lunghi inseguimenti e smembrandoli. Il protele è principalmente un insettivoro specializzato in un'alimentazione a base di mwaiutermiti dei generi mwaiyTrinervitermes e mwaicHodotermes, che cattura leccandole con la lingua lunga e larga. Un protele può mangiare anche 300.000 mwaigTrinervitermes in una singola sortitacite-ref-mac119-8-8[8].
Rapporti con l'uomo
Folklore, mitologia e letteratura
Il ruolo ricoperto dalla iena maculata nel folklore e nella mitologia varia a seconda del gruppo etnico da cui provengono i racconti. Spesso è difficile sapere se le iene presenti in tali storie siano proprio iene maculate, soprattutto nell'Africa occidentale, in quanto iene maculate e striate vengono indicate spesso con lo stesso nome. Nei racconti dell'Africa occidentale le iene maculate sono a volte raffigurate come perfidi mwaj0musulmani che sfidano le credenze mwaj4animiste locali che persistono tuttora presso i Beng della mwaj8Costa d'Avorio. In Africa orientale la mitologia dei Tabwa ritrae la iena maculata come una creatura solare che portò per prima il sole a riscaldare la fredda terra, mentre nel folklore dell'Africa occidentale la iena è considerata generalmente simbolo di immoralità, abitudini sporche, ribaltamento delle normali attività e altri tratti negativi. In Tanzania si crede che le mwakastreghe utilizzino iene maculate come cavalcaturecite-ref-magic-42-0[42]. Sempre in Tanzania, nella mwakuregione di Mtwara, si crede che un bambino che nasce di notte mentre una iena fa udire il suo lamento diventerà probabilmente un ladro. Nella stessa zona si ritiene che le feci di iena permettano ai bambini di camminare in tenera età, quindi non è raro vedere qui bambini con sterco di iena avvolto nei loro vestiticite-ref-m97-43-0[43]. I Kaguru della mwakoTanzania e i Kujamaat del sud del mwaksSenegal considerano le iene come animali immangiabili e lussuriosi ermafroditi. Secondo la leggenda, i capi della mitologica tribù africana dei Bouda sarebbero in grado di trasformarsi in ienecite-ref-ap-44-0[44]. Un mito simile si ritrova a mwalaMansôa. Una volta scoperta la loro identità, queste «iene mannare» devono essere uccise, ma una volta morte non riguadagnano la loro forma umanacite-ref-m97-43-1[43].
Le iene striate vengono spesso citate nella letteratura e nel folklore mediorientali, quasi sempre come simboli di tradimento e stupiditàcite-ref-abi-45-0[45]. Nel Vicino e Medio Oriente sono generalmente considerate come incarnazioni fisiche dei mwalomwalsjinncite-ref-magic-42-1[42]. Lo scrittore arabo al-Qazwini (1204-1283) raccontò di una tribù di persone chiamata mwamaal-Dabeyoun, vale a dire «popolo iena». Nel suo libro mwameAajeb al-Makhlouqat scrisse che se uno di questi uomini si trovasse in un gruppo di 1000 persone una iena sarebbe in grado di individuarlo e divorarlocite-ref-abi-45-1[45]. Un trattato medico mwamypersiano scritto nel 1376 racconta di come curare gli uomini cannibali noti come mwamckaftar, che si diceva fossero «metà uomo, metà iena»cite-ref-magic-42-2[42]. Al-Doumairy, nei suoi scritti raccolti in mwamwHawayan al-Koubra (1406), scrisse che le iene striate erano creature mwam0vampiresche che attaccavano la gente di notte e succhiavano loro il sangue dal collo. Scrisse anche che le iene attaccavano solamente le persone coraggiose. Il folklore arabo racconta di come le iene possano incantare le vittime con i loro occhi o talvolta con i loro feromonicite-ref-abi-45-2[45]. In modo simile ad al-Doumairy, i mwanigreci, fino alla fine del XIX secolo, credevano che i corpi dei lupi mannari, se non venivano distrutti, avrebbero infestato i campi di battaglia sotto forma di iene vampiresche che bevevano il sangue dei soldati morenticite-ref-woodward-46-0[46]. L'immagine delle iene striate in Afghanistan, India e Palestina è più varia. Seppur temute, le iene striate erano anche simboli di amore e fertilità e con parti del loro corpo venivano fabbricati numerosi tipi di filtri d'amore. Tra i mwancBeluci e nel nord dell'mwangIndia si dice che streghe o maghi cavalchino di notte questi animalicite-ref-magic-42-3[42].
La iena striata è menzionata anche nella mwan4Bibbia. La parola mwan8araba per indicare la iena, mwaoaḍab` o mwaoeḍabu` (plurale mwaoiḍibā`), si ritrova in una valle della Palestina conosciuta come Shaqq-ud-Diba` (vale a dire «fenditura delle iene») e nello Wadi-Abu-Diba` (cioè «valle delle iene»). Entrambi i luoghi sono stati interpretati da alcuni studiosi come la valle biblica di mwaomTseboim menzionata in I mwaoqSamuele 13,18. In mwaouebraico moderno iena si dice mwaoytzavoa`, termine simile alla parola mwaoctsavua`, che significa «colorato». Sebbene la mwaogversione CEI della Bibbia interpreti il termine mwaok`ayit tsavua` (che compare in mwaooGeremia 12,9) come «uccello variopinto», Henry Baker Tristram sostenne che il testo alludesse probabilmente ad una ienacite-ref-botf-47-0[47].
Attacchi all'uomo
In circostanze normali le iene striate sono estremamente timorose nei confronti degli esseri umani, sebbene possano dimostrarsi particolarmente audaci durante la nottecite-ref-h36-48-0[48]. Tra le iene, solamente quella maculata e quella striata possono diventare mangiatrici di uomini. Sappiamo che le iene predano gli esseri umani fin dalla preistoria: peli umani sono stati rinvenuti all'interno di escrementi di iena fossilizzati risalenti a 195.000-257.000 anni facite-ref-49[49]. Alcuni paleontologi ritengono che la competizione e la predazione da parte delle mwareiene delle caverne (mwariCrocuta crocuta spelaea) in mwarmSiberia siano state un fattore significativo nel ritardare la colonizzazione umana dell'mwarqAlaska. Le iene potrebbero essersi impadronite occasionalmente delle prede uccise dagli uomini o essere penetrate negli accampamenti per trascinare via giovani e deboli, proprio come fanno oggi le iene maculate in Africa. I più antichi resti umani rinvenuti in Alaska coincidono con il periodo in cui le iene delle caverne si estinsero: questa coincidenza ha portato alcuni paleontologi a dedurre che fosse proprio la predazione da parte delle iene ad aver impedito agli uomini di attraversare prima lo mwarustretto di Beringcite-ref-siberia-50-0[50]. Le iene accorrono prontamente presso il cadavere di una persona; in Etiopia furono segnalate iene che si nutrivano spesso dei corpi delle vittime del tentato colpo di stato del 1960cite-ref-51[51] e del mwar4Terrore Rossocite-ref-52[52]. Le iene abituate a nutrirsi di resti umani potrebbero sviluppare comportamenti aggressivi anche nei confronti delle persone viventi: le aggressioni delle iene contro gli uomini nel Sudan meridionale aumentarono notevolmente durante la mwasmseconda guerra civile sudanese, quando vi era una grande disponibilità di corpi umanicite-ref-53[53].
Sebbene le iene maculate abbiano assalito esseri umani anche in tempi moderni, tali incidenti sono rari. Tuttavia, secondo la SGDRN (mwaskSociedade para a Gestão e Desenvolvimento da Reserva do Niassa Moçambique), gli attacchi agli esseri umani da parte di questi animali rischiano di essere sottostimaticite-ref-sgdrn-54-0[54]. Secondo il dottor Hans Kruuk, grande esperto di iene, le iene maculate mangiatrici di uomini tendono ad essere esemplari particolarmente grandi: una coppia di iene antropofaghe, responsabili dell'uccisione di 27 persone a mwas4Mulanje (Mlanje), in mwas8Malawi, nel 1962, pesavano, dopo essere state abbattute, 72 e 77 kgcite-ref-maneat-55-0[55]. Nel 1903 Hector Duff scrisse di come le iene maculate nel mwatqdistretto di Mzimba in Angoniland aspettavano all'alba fuori dalle capanne per assalire i residenti non appena aprivano le portecite-ref-ne-56-0[56]. Le vittime delle iene maculate sono quasi sempre donne, bambini e uomini malati o infermi: mwatoTheodore Roosevelt scrisse che nel 1908-1909, in mwatsUganda, le iene uccidevano regolarmente le persone colpite dalla mwatwmalattia del sonno mentre dormivano fuori nei campicite-ref-57[57]. Le iene maculate sono molto temute in Malawi, dove di tanto in tanto attaccano la gente di notte, in particolare durante la stagione calda, quando le persone dormono fuori. Le aggressioni delle iene furono particolarmente frequenti nella pianura di mwauePhalombe (Malawi), a nord del monte Michesi, dove furono segnalate cinque uccisioni nel 1956, altre cinque nel 1957 e sei nel 1958. Gli attacchi si protrassero fino al 1961, quando furono uccise otto persone. Gli attacchi avvenivano con maggiore frequenza nel mese di settembre, quando la gente dormiva all'aperto e gli incendi nella boscaglia rendevano difficile alle iene cacciare animali selvaticicite-ref-sgdrn-54-1[54]cite-ref-ne-56-1[56]. Una notizia aneddotica rilasciata dal WWF nel 2004 indicava che 35 persone furono uccise dalle iene maculate, nell'arco di dodici mesi, in mwauoMozambico, lungo un tratto di strada di 20 km vicino al confine con la mwausTanzaniacite-ref-sgdrn-54-2[54].
Negli anni '80 del XIX secolo, nell'arco di tre anni, una iena assalì varie volte degli esseri umani, in particolare bambini addormentati, nella mwaveprovincia di Iğdır: in un anno furono feriti 25 bambini e 3 adulti. Gli attacchi indussero le autorità locali a promettere una ricompensa di 100 rubli per ogni iena uccisa. Altri attacchi furono segnalati in seguito in alcune parti della Transcaucasia, in particolare nel 1908. Negli anni '30 e '40, in Azerbaigian, le iene striate uccisero dei bambini che dormivano nei cortili. Nel 1942 una guardia addormentata venne straziata nella sua capanna da una iena a Qalıncaq (Golyndzhakh). Casi di bambini portati via di notte dalle iene sono stati segnalati anche nella mwaviriserva naturale di Badkhyz, nel Turkmenistan sud-orientale. Un ulteriore attacco ad un bambino venne segnalato nei dintorni di mwavmSerakhs nel 1948cite-ref-h46-58-0[58]. Anche in India si sono verificate delle aggressioni: si ritiene che nel 1962, nell'arco di sei settimane, nove bambini siano stati portati via dalle iene nella città di mwavgBhagalpur nello stato del mwavkBiharcite-ref-botf-47-1[47] e altri 19 bambini di età inferiore a quattro anni furono uccisi dalle iene nel mwav4Karnataka nel 1974cite-ref-m25-59-0[59]. Tuttavia, l'analisi dei dati riguardanti le aggressioni agli esseri umani nello stato indiano del mwawmMadhya Pradesh durante un periodo di cinque anni ha dimostrato che le iene avevano attaccato solamente tre persone, ben poche rispetto alle morti causate da mwawqlupi, mwawugaur, mwawycinghiali, mwawcelefanti, mwawgtigri, mwawkleopardi e mwawoorsi giocoliericite-ref-attacks-60-0[60].
Le iene come fonte di cibo e farmaci
Le iene vengono catturate a scopo alimentare e farmaceutico in mwaxeSomaliacite-ref-61[61], sebbene la specie venga considerata mwaxymwaxcharām dall'mwaxgIslamcite-ref-62[62]. Questa pratica risale ai tempi degli mwax0antichi greci e mwax4romani, che credevano che determinate parti del corpo della iena fossero mezzi efficaci per scongiurare il male e assicurare amore e fertilitàcite-ref-magic-42-4[42].
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Collegamenti esterni
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